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La personalizzazione dell’intervento educativo: le unità di apprendimento

personalizzazione

Le varie impostazioni educative hanno, ormai, pienamente adottato il principio secondo il quale si condivide e si afferma la centralità dell’allievo nel processo di insegnamento/apprendimento all’interno di un percorso formativo. La personalizzazione dell’intervento educativo viene elaborata e gestita secondo logiche e criteri differenti da quelli seguiti nel passato.

Cosa si intende con personalizzazione della didattica

Il termine “personalizzazione” compare intorno agli anni ’70 con l'”Educazione personalizzata” di Victor Garcia Hoz (sostenuta anche da famosi pedagogisti come Nosengo, Agazzi, Corradini, Scurati) e si sviluppa in questi ultimi 10 anni, con l’intento guidare gli educatori ad elaborare strategie, capaci di calibrare l’azione didattico-educativa alle caratteristiche personali degli allievi.

Un approccio di questo tipo comporta, ovviamente, il fatto che l’insegnante conosca la storia personale del suo studente ed in particolare :

L’insegnante deve, quindi, scegliere il percorso da seguire, tenendo presenti gli obiettivi di apprendimento, ma anche e, soprattutto, i traguardi sviluppo, finalizzati allo sviluppo delle competenze per la vita (life skills).

Unità di apprendimento VS Unità didattiche

Questa nuova ed attuale modalità di conduzione dell’attività didattico–educativa, basata sulla personalizzazione degli interventi centrati sull’allievo, si declina nella e si esplica, nell’aspetto applicativo attraverso l’insieme delle unità di apprendimento.

Le Unità di Apprendimento, alla luce dei bisogni formativi degli allievi, si configurano come traduzione sul piano operativo di un’ipotesi di lavoro di massima, flessibile, verificabile e, quindi, modificabile, riferita ad una serie di occasioni di apprendimento, che consentono all’allievo di entrare in un rapporto diretto con il sapere e che agevolano la costruzione/conquista personale di conoscenze, capacità, comportamenti.

Esse trovano, inoltre, la loro sistemazione definitiva solo alla fine del suo svolgimento (a posteriori), sulla base dei risultati del processo di apprendimento, osservati e registrati nel corso dell’itinerario formativo.

L’utilizzo di questa metodica, basata sulla pedagogia del fare, prevede che l’educatore non predisponga, quindi, un binario programmatico rigido, ma che delinei uno scenario strategico, in corso d’opera, per orientare l’azione senza predeterminarlo.

La vecchia e tradizionale impostazione del sistema educativo, è basata, invece, sulle unità didattiche, che prevedono come orizzonte di riferimento la definizione (a priori) degli obiettivi, la selezione degli oggetti di insegnamento (contenuti), la metodologia di svolgimento, a valutazione dei risultati.

Gli studi e gli orientamenti attuali sull’azione didattico – educativa, nel processo di apprendimento, pur non prescrivendo una sorta di metodologia di stato, indicano le Unità di Apprendimento (e, quindi, la personalizzazione) come una strategia operativa efficace e produttiva, che stimola la motivazione, agevola un apprendimento attivo e partecipato e guida gli allievi ad imparare ad imparare, in un ambiente stimolante e coinvolgente in cui si sentono protagonisti del loro processo di crescita, maturazione e sviluppo.

L’Unità di Apprendimento rappresenta, dunque, il cardine del nuovo approccio metodologico all’insegnamento. Orientandosi verso una dimensione interdisciplinare e transdisciplinare, supera i vecchi vincoli dei contenuti specifici e si inserisce in una dimensione di interattività e trasversalità dei saperi. Assistiamo, quindi, al superamento della gerarchia dei saperi verso un concetto unitario ed armonico dei saperi stessi.

In definitiva, con questa impostazione dell’attività didattico-educativa, il lavoro in situazione di tipo laboratoriale prevale sul lavoro “preconfezionato”.

Come strutturare unità di apprendimento

A titolo di esempio, presentiamo una ipotesi di unità di apprendimento, la cui realizzazione potrebbe essere articolata rispettando le seguenti categorie:

TitoloIndica, in modo sintetico, i contenuti dell’azione da sviluppare e la competenza che l’insegnante deve promuovere e sviluppare al termine di un percorso formativo significativo
Compito unitario da promuovereIndica gli esiti finali da perseguire e il percorso da seguire, cioè, che cosa gli allievi dovrebbero realizzare concretamente durante o al termine dell’Unità di Apprendimento e quali sono le operazioni chiave che sono sollecitati a compiere durante l’itinerario formativo.
CompetenzaIn ogni Unità di Apprendimento deve essere indicata la competenza prevalente che si intende perseguire, da individuare tra le 8 competenze chiave di cittadinanza proposte dal Parlamento e dal Consiglio europeo del 18/12/2006 o da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria.

Le competenze indicate nel Profilo in uscita dello studente o nei Traguardi di Sviluppo indicati nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo ciclo di istruzione.
Obiettivi di ApprendimentoSi elencano due o tre Obiettivi di Apprendimento irrinunciabili, ricavati dalle Indicazioni Nazionali, che indicano le conoscenze e le abilità da promuovere e potenziare (il sapere e il saper fare)
Obiettivi formativiSono la traduzione, sul piano educativo, degli Obiettivi di Apprendimento in competenze attese (il saper essere).
Attività laboratorialeLe attività laboratoriali, stimolate dall’insegnante, sono centrate sull’operatività degli alunni e sulla loro capacità di valutare processi e il prodotto del loro operare (autovalutazione)
Verifica e valutazioneLa verifica indica il livello di acquisizione delle conoscenze e delle abilità previste per gli Obiettivi previsti, mediante l’utilizzo di osservazioni, prove, test.

La valutazione definisce i livelli di accettabilità e di eccellenza. Si prevede l’uso di rubriche valutative che, attraverso una serie di Indicatori contribuiscono ad evidenziare il livello raggiunto nello sviluppo delle competenze
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