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La pedagogia della lumaca

La pedagogia della lumaca

Il pedagogista Gianfranco Zavalloni è l’ideatore della pedagogia della lumaca. Come fa intuire lo stesso nome con cui è nota, cerca di far capire l’importanza di crescere senza fretta, ovvero senza vedere i vari passi dello sviluppo come una gara a chi riesce prima. In sostanza, caselle da spuntare.

Ogni bambino è unico ed avrà un proprio percorso, i tempi della crescita sono diversi da individuo a individuo e dipendono da vari fattori.

Cos’è la pedagogia della lumaca

Lo stesso Zavalloni scrive:

Dobbiamo davvero correre? Siamo sicuri che questa sia la strategia migliore? Dobbiamo per forza assecondare una società che ci impone la fretta a tutti i costi?

Sa, l’altro giorno mia figlia mi ha detto: mamma, gli insegnanti ci dicono sempre forza ragazzi, dobbiamo spicciarci, non possiamo perdere tempo, perché dobbiamo andare avanti. Ma mamma, dove dobbiamo andare? Ma avanti dove?

Viene spontaneo confrontare le tappe dello sviluppo dei nostri figli con quelle dei o dei fratelli e delle sorelle, ma bisogna tenere a mente che le tante conquiste psicomotorie dei primi anni di vita variano moltissimo da bambino a bambino e dipendono da una miriade di fattori.

Tra questi vi sono:

  • la predisposizione genetica;
  • il periodo della vita prenatale;
  • il contesto di vita dei primi anni;
  • possibilità presenti nell’ambiente di vita;

Facciamo un esempio: un bambino può compiere i suoi primi passi a un anno, ma è del tutto normale se queste avviene molto prima o, al contrario, molto dopo. Questo rende del tutto inutile fare confronti tra bambini.

Spesso i genitori, avendo determinate aspettative sulle tempistiche di acquisizione determinate abilità, aumentano le probabilità di sforzare eccessivo valente il bambino, che si confonde e spaventa.

La “gara”, se si vuole usare questo termine, non è tra un bambino e un altro, ma con se stessi.

Lo sviluppo in età prescolare

Il periodo definito prescolare (dalla nascita ai 5/6 anni di vita) è determinante per la formazione del bambino. Questo perché la sua mente assorbe tutto ciò che la circonda in maniera inconscia.

Tra la nascita e i 6 anni i bambini hanno, innanzitutto, bisogno di sentirsi al sicuro ed amati. Dovrebbero, per quanto possibile, essere lasciati liberi di esplorare l’ambiente che li circonda e di utilizzare i cinque sensi, in particolare il tatto (attraverso il contatto con le mani), per conoscerlo.

In questo periodo iniziano anche a parlare e la maniera migliore per aiutarli in questa scoperta è leggere fiabe, filastrocche, cantare con loro, chiaccherare e, magari, utilizzare giochi che favoriscono l’analisi dei suoni.

Queste attività, unite a quelle che Maria Montessori definiva attività sensoriali e di vita pratica (compiere con le mani il gesto di avvitare e svitare, per esempio), aiutano i bambini ad imparare anche a scrivere in maniera più naturale una volta entrati a scuola.


Il ruolo centrale delle capacità psico-motorie nello sviluppo del bambino è approfondito in numerosi corsi presenti sulla piattaforma IGEA CPS. Suggeriamo, in particolare, il corso online Scoprire l’importanza della psicomotricità educativa nel contesto scolastico. Inoltre, per un approfondimento sulla metodologia Montessoriana raccomandiamo il pacchetto Corsi Metodo Montessori, che illustra i principi di base della pedagogia Montessoriana, con particolare riferimento all’importanza dell’autonomia per il bambino. 


L’ansia da prestazione nel bambino

Molti bambini, oggi, sembrano preoccupati per delle cose che non dovrebbero riguardare la loro età: sempre più spesso sentiamo da loro la frase “sono arrivato prima io”, tutto diventa una gara di prestazione con gli altri. Per questo si potrebbe parlare di “ansia da prestazione“, anche se in questa fase delle loro vite conta di più l’esperienza ed il percorso in sé, piuttosto che la data, l’ora, il minuto ed i secondi in cui un determinato traguardo viene raggiunto.

A questo peso contribuiscono in maniera inconsapevole gli adulti, che a loro volta avvertono pressioni simili all’esterno, dato che siamo in una società basata sulla immediata risposta alle prestazioni richieste, che siano lavorative, sociali o fisiche.

In questo quadro, anche la maternità è sempre più vissuta come una sfida a chi fa più, meglio e magari tutto da sola. Anche se alla fine risulta esausta, l’importante è che sia arrivata prima!

Il mondo della scuola e dell’attuale modello di insegnamento viene affrontato nel libro “La pedagogia della lumaca” di Gianfranco Zavalloni. In particolare, come introdotto dall’articolo, Zavalloni si focalizza sul mito della velocità, e della competizione, divenuto criterio di selezione al quale i bambini vengono educati fin dai primi anni di vita.