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Il Gaslighiting: una Subdola Manipolazione della Mente

Il Gaslighiting: una Subdola Manipolazione della Mente

Il gaslighting è una forma di abuso psicologico finalizzato a colonizzare il pensiero della vittima, spingendola a dubitare della propria lucidità, capacità di giudizio e valutazione,  fino a reputarle inattendibili.   

È esattamente questo lo scopo del manipolatore: spingere la vittima all’incertezza, all’incapacità di mantenere un consapevole contatto con se stessa  e infine al dubbio circa la propria stabilità mentale.

Si tratta di una vera e propria forma di maltrattamento. Nel 2012 l’Ordine degli psicologi lo ha inserito nelle “Linee guida per l’accertamento e la valutazione del danno alla persona”, e oggi il fenomeno riceve una tutela giuridica attraverso il reato di maltrattamenti contro la famiglia ( 572 c.p.) e quello di minaccia e violenza (610 c.p. ).

Gaslighting: di cosa si tratta

Le trame del gaslighting si giocano su un sottile filo di giochi mistificanti con cui la vittima è costretta a colludere: tra amnesie suggerite, errori provocati, accuse e subdoli tranelli, la sua realtà viene adulterata con una confusione obnubilante da cui è impossibile difendersi. Non si è più sicuri di ciò che si vede, di ciò che si sente o si fa. Il manipolatore costruisce un contesto inattendibile e mistificato nel quale la vittima si trova totalmente intrappolata.

Chi è il Gaslightger

Si tratta di individui psichicamente “sadici” che si prefiggono l’obiettivo di distruggere la preda attraverso una crudele tortura di cui decidono i modi e i tempi. Né sorprende che si tratti quasi sempre di soggetti narcisisti, data la tendenza, tipica di questa personalità, volta a soggiogare l’altro con strategie di dominio e controllo. Dotato di un’affettività fredda e calcolatrice, il gaslighter è un soggetto camaleontico capace di trasformarsi con astuzia, intuendo  i modi più opportuni con cui manipolare la psiche della vittima. In un interessante studio di settore, Marta Stout (2000) ha evidenziato come la maggior parte dei narcisisti maligni usi tecniche di gaslighting per attuare quelle condotte mistificanti con cui far cadere in trappola la vittima, inducendola a credersi “pazza”.

Come Opera

IL Gaslighter attenta all’autostima della vittima, indebolendone la dimensione identitaria attraverso un attacco giocato su più fronti. L’intento è di farla letteralmente crollare, subissandola con frasi persecutorie in grado di metterla in confusione e seminare il dubbio sotto un punto di vista valutativo ed emotivo (non vali niente, non farai mai nulla di buono, sbagli sempre tutto, sei fuori di testa). La vittima viene isolata da chi potrebbe aiutarla a ripristinare un contatto realistico con gli accadimenti, spesso messi in dubbio (non è vero, non ho mai detto/ fatto una cosa del genere), mentre i suoi stati d’animo vengono negati o minimizzati (non era poi così grave, stai esagerando).

Fino alla confusione totale. Una sorta di “lavaggio del cervello”. Il gioco del gaslighting è volto ad inficiare la realtà della vittima attraverso una serie di negazioni (si fa una cosa per poi negarla), omissioni di dati e fatti, contraddizioni (si dice una cosa e poi l’esatto contrario), proiezioni  e paranoie in grado di da vista  a stati confusivi e obnubilanti. 

Le Conseguenze del Gaslighting

Di fronte alle condotte di gaslighting le reazioni della vittima si articolano in tre fasi:

  • Incredulità: sulle prime non capisce quanto sta accadendo. Confusa e spaesata,  non riesce a credere che il gaslighter metta in dubbio quanto è convinta di aver vissuto, e soprattutto non comprende il motivo per cui lo stia facendo;

  • Difesa: in seguito cerca di far valere la fondatezza della propria versione, imbastendo una difesa che tende tuttavia ad indebolirsi sotto i colpi abilmente sferrati dal gaslighter. Con il tempo è sempre più difficile resistere al sospetto pervasivo di aver esagerato, di aver giudicato male o di essersi immaginata tutto come lui vuol farle credere.

  • Depressione: ormai  “colonizzata” dalla versione perpetrata dal gaslighter, la vittima matura convinzioni disfunzionali che la allontanano da un insight attendibile e da una visione credibile della realtà, favorendo l’instaurazione di una condotta passivizzante da cui la sottomissione e il plagio.

I Contesti a Rischio

Il gaslighting è riscontrabile in tutti i tipi di relazione. Molto frequente nei contesti coniugali, in cui si manifesta attraverso condotte persecutorie ai danni del partner, è possibile rilevarne la presenza anche all’interno di un legame genitoriale, dove si attua tramite condotte iperprotettive e vincolanti nei confronti dei figli, e persino nel contesto lavorativo, in cui si descrive attraverso condotte screditanti e oppressive perpetrate da un superiore su un subordinato o tra colleghi di pari grado.  

Le finalità e le conseguenze restano in ogni caso immutate: alla fine la vittima rinuncia a se stessa e si consegna all’altro, pagando un prezzo elevatissimo sotto il punto di vista esistenziale.

Al di là del disagio danno identitario e relazionale, non è infatti insolito che al gaslighting si associno  stati depressivi, ansiosi, fobici o dissociativi in grado di degenerare in vere e proprie patologie. E ovviamente anche la salute fisica ne risente: non sono pochi i disturbi funzionali che insorgono a seguito di un gaslighting perpetrato (ad esempio disagi al sistema endocrino, digestivo, respiratorio, circolatorio).

Come Uscire

Liberarsi dal gaslighting è possibile. Sono necessari fattori come coraggio, motivazione e consapevolezza, attraverso cui intraprendere un percorso di riabilitazione articolato nei seguenti step: 

  • Raggiungere una presa di coscienza circa la propria situazione;

  • Chiedere aiuto a soggetti ( amici, familiari, psicologi, forze dell’ordine) estranei al contesto mistificato  in cui la vittima è costretta a vivere, favorendo il ripristino di un contatto con il Sé;

  • Svincolarsi dal legame tossico e uscire della realtà mistificata imposta dal gaslighter;

  • Consolidare quell’autostima che tante prolungate macchinazioni hanno indebolito;

  • Identificare e mettere a frutto le risorse psicofisiche necessarie alla ripresa;

  • Riappropriarsi della condizione di vita autonoma che una condotta di plagio continuato ha provato a distruggere.

Il tutto può avvenire attraverso l’impiego di:

  • un setting individuale, in grado di aiutare la vittima alla ricostruzione di un sano ed equilibrato rapporto con il Sé;

  • una terapia di coppia o familiare, in cui vengono privilegiati il trattamento delle dinamiche disfunzionali e l’introduzione di uno stile comunicativo più equilibrato ad assertivo;

  • gruppi di auto-aiuto, utili a mutuare sostegno e strategie di coping da persone che hanno subito la medesima esperienza e trovare nelle stesse la spinta propulsiva alla ripresa.

La Realtà Normativa

In Italia il gaslighting è una realtà maltrattante non ancora riconosciuta come reato autonomo. L’augurio è che il legislatore provveda quanto prima in tal senso, magari emulando la condotta di altri paesi europei come Belgio, Francia e Spagna, nei quali l’introduzione del reato di manipolazione mentale ha reso possibile perseguire legalmente chi induce la vittima a dubitare di sé attraverso tecniche di soggezione o pressioni persecutorie reiterate. Nell’attesa che ciò accada è importante sensibilizzare l’opinione pubblica, affinché il gaslighting non venga equiparato ad una normale esperienza conflittuale o confuso con una banale incomprensione familiare.

Non è così

Il Gaslighthing è una vera e propria forma di abuso psicologico da cui la vittima ha il dovere difendersi con ogni mezzo possibile, combattendo vergogna, isolamento, passività: per non arrendersi all’insicurezza e rassegnarsi ad una trappola distruttiva che non dovrebbe mai riuscire nel proprio intento.

Bibliografia