Nella società attuale, assistiamo, sempre più spesso, a una condizione esistenziale, in cui emerge, indubbiamente, il miglioramento della qualità della vita ed, in particolare, quella riguardante i seguenti fattori :
→ l’eliminazione delle malattie, una volta considerate incurabili, grazie a ai progressi della scienza medica,
→ la sostituzione della fatica muscolare, nell’ambito del lavoro, dovuta all’utilizzo della tecnica e della tecnologia,
→ lo sviluppo degli scambi commerciali,
→ il miglioramento dei sistemi produttivi, in termini di quantità e qualità,
→ il superamento delle barriere geografiche, tramite, la comunicazione a distanza.
C’è, comunque, da sottolineare, come hanno evidenziato apposite ricerche che, sotto altri aspetti, oggi, esistono situazioni di criticità dell’essere umano, legate alle “malattie del benessere”, che si configurano come un sentimento di pesantezza, che fa trapelare “la difficoltà e la fatica di vivere”.
Esse riguardano sia la dimensione fisica e morfologico-funzionale (corpo ingombrante e pesante, che si muove con fatica, involuzione delle capacità motorie coordinative, anche per l’accumulo di grasso), sia la sfera mentale dell’esistenza (il peso dell’anima), in cui entrano in ballo i pensieri disfunzionali, l’equilibrio precario, la fragilità, l’insoddisfazione, l’instabilità emotiva e i rapporti interpersonali disturbati (dovuti alla percezione delle persone di non sentirsi abbastanza brave, belle, amate, riconosciute, apprezzate, desiderate, valorizzate, ecc.).
Tale situazione, che, spesso, nei casi più gravi, costituisce il ricorso alle varie forme di dipendenza, determina, una condizione di sofferenza e malessere esistenziale, che non consente di affrontare e fronteggiare le sempre più pressanti richieste di un società dopaminergica e adrenalinica, in cui prevale un contesto ambientale, che richiede, continuamente e in modo pressante, livelli di performances qualitativi sempre più elevati.
C’è da sottolineare, a tale proposito, che l’irrompere, nella vita delle persone, degli strumenti telematici e dei social, impone l’obbedienza a dei messaggi, martellanti e accattivanti, che privano le nuove generazioni, in particolare, della capacità di discernimento e di critica, rendendole succubi inconsapevoli di suggestioni accattivanti, che generano, inevitabilmente, la tentazione di perseguire, tramite i numerosi pericolosi supporti, oggi, così, ampiamente diffusi, la facilità dell’immediato appagamento dei loro impulsivi bisogni e l’attivazione di una soddisfazione immediata, che produce piacere e rinforzo.
Il comportamento di ogni singolo individuo è, di solito, condizionato dal desiderio, guidato dal sistema limbico del cervello, che stimolando, in modo significativo, il desiderio di affermazione e del successo della propria immagine (vincita, successo dell’immagine personale, riconoscimento sociale, emozioni piacevoli, ecc.), produce un’immediata gratificazione di breve durata (che si estingue facilmente), ma non incide, in modo significativo, sulla maturazione della corteccia cerebrale, deputata a governare le funzioni cognitive e razionali e a disciplinare l’esplosione, spesso, incontrollata, delle personali emozioni.
Gli stimoli ripetuti, imposti da una società, sempre più competitiva, in cui viene esaltata la sacralità della performance e del consumo, in caso di insuccesso o di mancata gratificazione dell’acquisto, determinano, quasi sempre, un sentimento di colpa, un grado di insoddisfazione, di autocompassione, di inadeguatezza/incapacità a sostenere situazioni di disagio stressanti e a risolvere, quindi, con un impegno responsabile, nel normale processo di apprendimento per prove ed errori, situazioni problematiche complesse, legate ai personali compiti di sviluppo.
Recenti studi, sull’argomento, ci informano, infatti, che i cervelli delle nuove vittime, come afferma Susanna Tamaro, nel suo nuovo libro sul tema: La via del cuore, Solferino, 2025, “subiscono modificazioni simili a quelle della tossicodipendenza, rendendo gli individui incapaci di gestire le emozioni e di rispettare gli ordini sociali, annullando il loro rapporto con il reale e trasformandoli in soggetti manipolati”.
La stessa scrittrice afferma, inoltre, che “siamo incatenati ai nostri giorni e, come tutti i prigionieri, impegniamo le nostre energie nella continua ricerca di vie di fuga perché il fardello di una vita senza senso è troppo pesante da portare”.
Particolarmente significativa è, inoltre, la sua sottolineatura che “i casi psichiatrici tra i bambini e gli adolescenti sono cresciuti del 500% “.
Infine, secondo precisi dati, presentati da Rapporto “Generazione Post Pandemia: bisogni e aspettative dei giovani italiani nel post Covid 19”, elaborato, nel giugno del 2022, in collaborazione con il Censis, emerge il quadro preoccupante che il 49,4% degli adolescenti soffre di ansia e depressione.
L’aumento progressivo dei suicidi e di atti autolesionistici (isolamento, fuga dalla realtà, comportamenti aggressivi e socialmente censurabili) testimoniano, infatti, che, già in età precoce, i soggetti, in via di evoluzione, imboccano, spesso, un percorso autodistruttivo, avendo perso l’orizzonte di senso, significato e valore della loro esistenza, nonché, la consapevolezza di dover sopportare un fardello esistenziale insostenibile.
La soluzione, istituzionalmente proposta, a questa situazione di disagio è, di solito, quella offerta dalla medicina ufficiale, che mette in atto, normalmente, interventi medicalizzati di tipo farmacologico (antibiotici, tranquillanti, psicofarmaci, antidepressivi, ansiolitici, chirurgia plastica, ecc.)
Questi interventi, di fatto, anche se necessari, in alcuni casi, costituiscono, spesso, una pezza riparativa parziale, in grado di lenire e alleviare i sintomi, ma che presentano, anche, il rischio della dell’assuefazione e della dipendenza, senza risolvere, alla radice, la situazione dell’impoverimento delle risorse vitali, che sono necessarie a garantire la salute psico-fisica e il benessere personale, in pratica, il miglioramento dell’esperienza umana.
L’USO APPROPRIATO DEI VARI TIPI DI INTELLIGENZA
L’intelligenza viene, di solito, concepita come l’insieme di abilità e funzioni cognitive, necessarie a cogliere, elaborare e interpretare i fenomeni ed, in particolare, quelli riferiti alla risoluzione di situazioni problematiche della vita, secondo un processo logico e razionale.
In realtà, l’esperienza esistenziale presuppone, immancabilmente, l’attivazione multilaterale di vari tipi d’intelligenza : biologica, emozionale, mentale, artificiale, spirituale, tra le quali esiste una continua e dinamica interdipendenza.
Il loro armonico rapporto è, infatti, una condizione indispensabile per interpretare la propria vita con leggerezza, a comprendere il suo vero senso e significato e, quindi, ad interpretare il proprio vissuto, con gioia ed entusiasmo.
L’INTERVENTO EDUCATIVO
Sulla base delle riflessioni sopra esposte, considerato che non esistono cure miracolose per alleviare o guarire i sintomi e le distorsioni del nostro tempo e del nostro stile di vita, può risultare utile indicare alcune progettualità, che non siano basate su interventi medicalizzati o supporti chimici. (farmaci, sostanze psicotrope, sostanze psicoattive o dopanti) o sull’offerta continua e sistematica di strumenti digitali, ecc., ma sull’uso di “medicine naturali”, utili a trasformare molti stati disfunzionali in lucidità, leggerezza, calma, consapevolezza, salvaguardia della salute dinamica, rallentamento dei processi degenerativi legati all’età, potenziamento delle abilità cognitive, miglioramento dei rapporti interpersonali, basati sull’empatia, ecc.
Sorge, allora, spontanea la domanda: “come possiamo risvegliarci dalla pesantezza del corpo e dell’anima, oggi, sempre più diffusa” ?
La risposta non può essere, certamente, semplice, ma, in ogni caso c’è, sicuramente, bisogno di un approccio educativo nuovo e diverso, nei confronti delle nuove generazioni, in particolare, che coinvolga la loro totalità antropologica (funzioni di tipo cognitivo, emotivo, socio-relazionale, corporeo) .
Sarà, perciò, necessario predisporre percorsi formativi adeguati, finalizzati allo sviluppo dei vari tipi di intelligenza, sopra citati, attraverso interventi scientificamente impostati, soprattutto a livello scolastico, in cui siano proposte attività multidisciplinari e interdisciplinari, utilizzando una metodologia laboratoriale, finalizzata a produrre, secondo lo studioso Daniel Lumera (2024), una sorta di “chimica della felicità”. (che vuol dire : trovare gli strumenti adeguati per educare i bambini e i ragazzi, in attività coinvolgenti e motivanti (esperienze di espressività corporea, attività sportive, teatrali, musicali, artistiche, ecc.), che li faccia sentire protagonisti e li guidino a far prevalere, nell’esperienza dei vari linguaggi e comportamenti, i sentimenti di autoefficacia, sicurezza di sé, contentezza, leggerezza, spensieratezza interiore, libertà, gioia di vivere, rapporti empatici con gli altri, situazioni, queste, che, in definitiva, si configurano come la capacità e la determinazione di realizzare un tirocinio di vita, che li alleni alla consapevolezza presente e futura di essere attrezzati per “saper essere al mondo” (Merleau Ponty).
A tal fine, Lumera sostiene che, per superare alcune situazioni disfunzionali, che compromettono l’equilibrio psico-fisico e la salute del cuore delle persone, sia utile lavorare sulle seguenti sei dimensioni del benessere, della salute e della consapevolezza :
- la dimensione fisica: l’alimentazione consapevole e le strategie più efficaci di benessere del corpo, legate sia ai processi endogeni, che regolano le funzioni vitali dell’organismo, sia alla funzionalità fisica esterna (manualità, abilità tecniche di tipo motorio, ecc.).
- la dimensione vitale: l’impatto delle tecniche di respirazione consapevole su vigore, vitalità e rigenerazione.
- la dimensione emozionale: la consapevolezza, il riconoscimento e la regolazione della nostra dieta emozionale e la capacità di trasformare stati emotivi disfunzionali (ansia, rabbia, rancore, odio, risentimento, paura, senso di colpa, ecc.), in esperienze più consapevoli, orientandole positivamente (gratitudine, empatia, compassione, felicità, amore, empatia, ecc.).
- la dimensione mentale: la qualità dei pensieri, gli stati rigenerativi e meditativi, la relazione tra mente e corpo.
- la dimensione relazionale: la qualità delle relazioni, la capacità di liberarsi dalle relazioni tossiche e gestire i conflitti, costruire rapporti interpersonali felici e consapevoli,
- la dimensione esistenziale e spirituale (la consapevolezza di se stessi e il saper essere): ciò che dà reale significato e costituisce il senso, il significato, lo scopo e il proposito della nostra vita, in coerenza con i valori e i principi, in cui credere autenticamente .
In conclusione, la ricerca della felicità e della gioia di vivere non può basarsi su meccanismi di difesa, come:
→ la resa e la rinuncia,
→ la rassegnazione,
→ la fuga dalla realtà,
→ l’ attacco e l’aggressione verso gli altri,
→ l’acquisto compulsivo di beni di consumo,
→ l’uso compulsivo di sostanze psicotrope e psicoattive,
→ l’assuefazione all’uso prolungato degli strumenti digitali, con l’immersione totale in una realtà fittizia e virtuale,
Al contrario, sarà utile ricercare comportamenti positivi, facilitati e stimolati da progetti educativi, centrati sulle dimensioni d’intervento sopra descritte, da parte delle istituzionalmente preposte (famiglia, scuola, agenzie educative operanti sul territorio).
In conclusione, per rendere libera e quieta la mente, è, perciò, necessario, sperimentare una forma di leggerezza dell’essere, liberandosi dai fantasmi del passato, da ingannevoli illusioni, che promettono risultati significativi, senza il minimo sforzo, e dalle paure del futuro, facendo ricorso alle proprie energie, ma, anche, alla riflessione, all’amore, alla meditazione, alla preghiera, allo sviluppo dei linguaggi non verbali, all’empatia dei rapporti interpersonali, in grado di alimentare l’affettività (il nutrimento del cuore) e di sperimentare e rinforzare la piena consapevolezza di noi stessi e della bellezza della vita, semplice e naturale, quotidianamente vissuta, che ci aiuta a “star bene con se stessi e con gli altri”.
Leggi anche:
· “La Via della leggerezza” , Franco Berrino e Daniel Lumera – Il Corriere della Sera, 2025
· “Educazione e sviluppo della mente: Intelligenze multiple e apprendimento“, Howard Gardner, Ed. Erikson, Trento, 2005

