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Diario di un’Assistente Sociale: “Sono pakistano e vengo da lontano”

assistente sociale

Mi ero appena iscritta all’università e nel tempo libero aiutavo in un negozio di famiglia. Un giorno entrò un uomo e mi mostrò uno scrigno di gioielli artigianali recitando una cantilena di cui ricordo solo l’inizio: “sono pakistano e vengo da lontano, vendo cose fatte a mano…”. Fui attratta dal sorriso di quell’uomo nonostante vivesse di stenti e pregando il suo Dio che qualcuno apprezzasse e comprasse una delle sue collane. Quell’incanto fu interrotto da una delle clienti, che si allontanò dall’uomo farfugliando frasi offensive sul venditore e sugli immigrati in generale, parole che fecero male alle mie orecchie.

Oggi sono diventata un’Assistente Sociale impegnata nell’area migrazione.

Assistente Sociale: chi è e cosa fa

L’Assistente Sociale svolge una professione molto importante e delicata perché ha a che fare con persone, spesso in condizioni di vulnerabilità e con svariate richieste di aiuto (di tipo economico/sociale, familiare, disabilità, sanitario) a cui il professionista deve dare risposte adeguate nei minimi tempi.

Mi sovvengono le cosiddette “3 S” che l’Assistente Sociale deve adottare in fase di problem solving, che si ribadiscono durante le lezioni universitarie: ovvero Sapere, Saper Essere, Saper Fare.

Personalmente, lavoro da anni nel settore dell’immigrazione e, in particolare, di MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati). Bambini e ragazzi che spesso scappano da crude realtà sociali ed economiche, giungendo in Italia dopo avere affrontato lunghi viaggi ammassati su barconi o natanti precarie. Spesso assistendo a decessi di quei raminghi più fragili, mentre anche i sopravvissuti riportano gravi ustioni, che il Dott. Pietro Bartolo – medico responsabile del pronto soccorso di Lampedusa – ha ribattezzato come “malattia da gommone”: una patologia dovuta al micidiale mix di acqua salata e perdita di carburante che, a contatto con la pelle, provoca appunto gravissime ustioni.


Per ottenere la qualifica di Assistente Sociale, è necessario superare un esame di stato. IGEA CPS offre un Corso di preparazione all’Esame di Stato in Assistente Sociale per le sezioni A e B, rivolto agli studenti aspiranti assistenti sociali e assistenti sociali specialisti che intendono esser supportati, orientati e guidati nell’attività di studio per la preparazione all’esame di stato di entrambi gli albi.


L’Assistente Sociale che si occupa di immigrazione

L’immigrato che giunge nella struttura di accoglienza arriva spaesato e spesso impaurito e diffidente. Dopo le dovute comunicazioni ad Enti e Servizi dell’avvenuto affidamento da parte della Questura, l’Assistente Sociale si mobilita a fare richiesta di apertura di un procedimento di tutela e di assegnazione di un Tutore per ciascun minore, Decreto che verrà emesso dal Tribunale per i Minorenni.

Seguiranno diversi rapporti epistolari, nonché incontri fisici con il Tribunale nella persona del Giudice Onorario di riferimento. Il minore verrà più volte sentito a colloquio circa i dati di contesto del proprio Paese, la famiglia d’origine e il percorso migratorio, l’Assistente Sociale terrà costantemente informato il Tribunale, il Tutore ed i Servizi Sociali del Comune con apposite relazioni sociali sui dati raccolti; iter che durerà sino al compimento del diciottesimo anno di età, dove il professionista deciderà se chiedere al Tribunale per i Minorenni di competenza territoriale l’apertura o meno di un procedimento previsto all’art. 13 c. 2 della Legge 47/2017 c.d. Prosieguo Amministrativo, utile alla continuazione del percorso se ancora lacunoso. Oltre alla parte burocratica, la mia professione ha l’obiettivo di fare integrare il minore all’interno della società, dal punto di vista linguistico, legale, sanitario, culturale, lavorativo ecc.

Viene redatto un P.E.I. (Programma Educativo Individualizzato) attraverso cui, step by step il beneficiario raggiungerà la maggiore età con un buon livello di autogestione e di orientamento al territorio, nonché di autonomia nell’accesso ai servizi. Il minore che segue l’intero percorso per lui previsto diverrà un maggiorenne ben inserito nel tessuto sociale, con un buon livello di comprensione ed esposizione della lingua del Paese ospitante, sarà in possesso di regolari documenti, che gli permetteranno l’inclusione lavorativa e residenziale.

Fenomeno migratorio: il quadro normativo

Secondo gli ultimi dati ufficiali, il numero degli sbarchi ha raggiunto circa i 94.000 ad oggi. La pandemia ha giocato un ruolo decisivo in queste ondate migratorie irregolari.

Anni ’80 e ’90

La questione dell’immigrazione entra nell’agenda politica italiana negli anni ’80, con la c.d. “Legge Foschi” la quale regola il ricongiungimento familiare e gli ingressi per lavoro su liste numeriche predisposte dagli imprenditori. I provvedimenti di Legge che negli anni si susseguiti sono diversi ed hanno cambiato gli assetti.

Seguirà poi la “Legge Martelli” del 1990 recante norme urgenti in materia di asilo politico, di  ingresso  e  soggiorno  dei cittadini   extracomunitari   e  di  regolarizzazione  dei  cittadini extracomunitari ed apolidi gia’ presenti nel territorio dello  Stato.

Nel 1998 si assiste alla nascita della c.d. “L. Turco – Napolitano” che introdusse all’interno del sistema normativo italiano il Testo Unico sull’immigrazione. Questa legge puntava sull’integrazione lavorativa e sociale degli immigrati, tramite provvedimenti quali:

La legge potenziava, allo stesso tempo, le politiche di controllo ed espulsione, come ad esempio l’istituzione dei centri di permanenza temporanea ed assistenza (CPT), nati per trattenere (max 30 giorni) ed identificare gli immigrati ed eventualmente espellerli.

Questa legge venne modificata dalla “Legge Bossi-Fini” del 2002, che ridusse a 2 anni la durata dei permessi di soggiorno e diede maggiore importanza al ruolo dei CPT, introducendo la rilevazione delle impronte per tutti gli stranieri ed il reato di permanenza clandestina.

Nuove norme in materia di immigrazione

Le misure legislative più recenti risalgono al 2017 con l’emanazione della L.46/2017 volta ad accelerare provvedimenti in materia di protezione internazionale, contrastando l’immigrazione clandestina. Inoltre sono nate 26 Corti specializzate le c.d. “Commissioni territoriali per il Riconoscimento della Protezione Internazionale”.

Nel 2018 nasce il c.d. “Decreto Sicurezza” che ha abolito la protezione umanitaria, introducendo al suo posto una nuova “protezione speciale”.

Il 2019 è un altro anno importante e di variazioni, il c.d. “Decreto sicurezza-bis, Dl. 53 del 14/06/2019” composto da n. 40 articoli, disciplinava la chiusura e/o la limitazione delle frontiere italiane alle navi delle ONG in soccorso ai migranti. Il Decreto è stato molto discusso in seguito al caso “Sea Watch” quando, nel giugno 2019, Carola Rackete, capitana della nave da soccorso, entrò in porto nonostante i divieti.

È possibile tenersi aggiornati su sbarchi ed accoglienze consultando il sito del Ministero dell’Interno, dov’è possibile anche scaricare un “cruscotto statistico giornaliero”.

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