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La continuità del percorso formativo tra la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione

La continuità del percorso formativo tra la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione

Il nostro sistema educativo, storicamente diviso nei diversi cicli di Istruzione si è, di fatto, sempre basato su modelli organizzativi ed educativi dai tratti separati e a compartimenti stagno. Ma non c’è stata solo una frammentazione della continuità del percorso formativo, con conseguente mancanza di coordinamento dei curricoli, di conoscenza reciproca, di progressiva armonizzazione delle concezioni e strategie didattiche, degli stili educativi e delle pratiche dell’insegnamento-apprendimento.

Anche il travaso di informazioni sull’alunno da una scuola all’altra si limitava, spesso, ai soli aspetti burocratici: dati anagrafici, comunicazioni ufficiali dei risultati raggiunti e giudizi asettici, per non indisporre le famiglie o allarmare fin dai primi giorni di scuola i nuovi insegnanti ai quali la ex scuola materna e la ex scuola elementare consegnavano l’alunno.

Eppure le disposizioni ministeriali che si sono succedute nel corso degli ultimi anni hanno sempre raccomandato di garantire il coordinamento dei curricoli, supportato da una conoscenza da parte degli insegnanti almeno dei programmi ufficiali dei diversi ordini di scuola.

L’importanza di una continuità del percorso formativo

I contributi delle conoscenze pedagogiche, psicologiche, sociologiche e della ricerca degli ultimi anni, nonché le buone pratiche realizzate negli istituti comprensivi, fanno ora emergere, quindi, la necessità di pervenire a una visione unitaria della scuola in generale – e di quella di base, in particolare – e di garantire che il raccordo pedagogico ed organizzativo fra i vari ordini di scuola possa trovare pratica attuazione.

Nella nuova scuola, infatti, si pone il problema di assicurare realmente all’alunno il diritto di un percorso formativo organico e completo, che miri a promuovere un suo sviluppo articolato e multidimensionale e gli consenta, pur nei cambiamenti evolutivi e nelle diverse istituzioni scolastiche, di acquisire il senso dell’identità personale.

Una corretta azione educativa non può che richiedere un progetto formativo continuo, che accompagni l’alunno nell’acquisizione graduale delle conoscenze, delle abilità e delle competenze.

Essa si propone anche di prevenire le difficoltà  e le situazioni di sofferenza, che si riscontrano in modo particolare nei passaggi tra i diversi ordini di scuola e che spesso sono la causa scatenante della “mortalità scolastica”, così diffusa, soprattutto nel biennio del secondo ciclo di istruzione.

Continuità del processo educativo non significa né uniformità, né omogeneità, né mancanza di cambiamento, ma significa, invece, considerare il percorso formativo secondo una logica di sviluppo coerente, che da una parte valorizzi il bagaglio di competenze già acquisite dall’alunno e dall’altra riconosca la specificità degli interventi e la differenziazione del profilo in uscita al termine di ogni ciclo scolastico.

Ne deriva che il concetto di continuità, sotto il profilo pedagogico, didattico, organizzativo, istituzionale, così poco praticato nella scuola tradizionale, diventa, nella scuola riformata degli Istituti Comprensivi, un obiettivo ineludibile“ispirato al principio dei vasi comunicanti”. Centrato sugli apprendimenti e sullo sviluppo di competenze, in un ambiente educativo in cui l’alunno sia aiutato e accompagnato nell’organizzare/riorganizzare le proprie esperienze e i propri vissuti, mettendogli a disposizione una pluralità di linguaggi, metodi, abilità e repertori di contenuti conoscitivi.


Il tema dell’importanza per il bambino di una buona accoglienza all’interno della classe è approfondito nel corso online Ansia da separazione e inserimento al nido e a scuola e nel seminario gratuito online L’INSEGNANTE E LA GESTIONE DELLA CLASSE – Parola d’ordine Empatia.


Come promuovere la continuità del percorso formativo

Per promuovere la continuità del percorso formativo si dovrà partire dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, riferite alla Scuola dell’Infanzia e al Primo Ciclo di Istruzione, tenendo conto degli Obiettivi di Apprendimento e di Traguardi per lo sviluppo competenze in esse contenuti, ma bisognerà, soprattutto, che gli insegnanti siano in grado di conoscere “il diario di bordo” che ha accompagnato ogni allievo nel suo processo di crescita, maturazione e sviluppo, soprattutto, il corredo di conoscenze, abilità e competenze di cui dispone al suo ingresso nei vari ordini di scuola. 

Una migliore coerenza dell’offerta formativa, grazie anche al necessario raccordo pedagogico tra scuole tradizionalmente separate, è certamente ciò che permette di considerare le “scuole verticali” come veri modelli innovativi di una scuola, proiettata a superare certi cliché organizzativi, didattici e metodologici ormai superati.

Bisognerà, innanzitutto, che gli insegnanti :

– conoscano e condividano i curricoli dei diversi ordini di scuola,

– programmino percorsi formativi condivisibili e condivisi,

– utilizzino criteri valutativi comuni.

Progetto di continuità tra scuola dell’infanzia e primo ciclo d’istruzione

Nel quadro sotto riportato si propone una tipologia d’intervento contenente alcuni elementi costitutivi del progetto e le varie tappe del processo realizzativo.

DESTINATARI: Tutte le classi ponte tra i diversi ordini di scuola
AZIONI Mettere in atto azioni finalizzate a garantire:
– la comunicazione tra gli insegnanti (conoscenza diretta degli approcci educativi dei singoli segmenti scolastici),
– la condivisione di un linguaggio comune,
– l’integrazione dei progetti formativi (fasi di progettazione, realizzazione, valutazione dei processi e degli esiti),
– la gestione degli anni ponte,
– le modalità di accoglienza,
– il coordinamento organizzativo (gruppi di lavoro congiunti, individuazione delle regole e delle strategie operative, coinvolgimento degli organi collegiali, criteri di direzione e amministrazione comuni del progetto).
Il perché del Progetto         IL PROGETTO RISPONDE ALLE SEGUENTE ESIGENZE/BISOGNI:  
– Garantire il diritto dell’alunno a realizzare un itinerario formativo organico e completo, finalizzato a promuovere un processo graduale e progressivo di apprendimento,  maturazione, sviluppo, che lo coinvolgano nella sua totalità antropologica (area  cognitiva, area affettiva, emotiva, socio – comportamentale, corporea).
– Mettere in atto azioni e strategie adeguate che siano in sintonia con le varie   caratteristiche dello sviluppo del bambino nelle  diverse fasi di costruzione del suo sapere.
– Utilizzare approcci, procedure e tecniche valutative riferite alle varie Unità di Apprendimento rispondenti alle diverse esigenze degli alunni.
– Attivare  forme  di  progettualità integrata (rapporti con la famiglia, gli enti, le agenzie formative operanti nel territorio, secondo l’ottica della continuità orizzontale del percorso formativo).
Soggetto promotore  e Partner del Progetto– Dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi contenenti i tre ordini di Scuola (Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di Primo Grado)
– Collegi dei Docenti delle Scuole interessate
– Insegnanti referenti
– Famiglie, Enti locali, Agenzie formative del territorio, Associazioni culturali e sportive, Esperti esterni, ecc.
Punti di criticità da superareCulture professionali e percorsi di formazione differenti
Collocazioni e posizioni istituzionali diverseI diversi ambienti di lavoro (situazioni logistiche, contesti  ambientali)
Rigidità dei cliché operativi storicamente consolidati   
Cose da fare e obiettivi da perseguire – Stabilire un rapporto di  comunicazione/collaborazione tra gli  insegnanti dei diversi gradi d’Istruzione, soprattutto nelle classi ponte.
– Agevolare  le  fasi di  passaggio fra i vari ordini di scuola, creando un clima    psicologico favorevole, stimolante e coinvolgente, mediante  l’utilizzo di strategie e modalità di accoglienza che prevedano attività ludiche stimolanti e coinvolgenti.
– Conoscere le realtà degli altri ordini di scuola (ambienti di lavoro, dirigenti,      insegnanti, personale amministrativo, progetti e attività della scuola).
– Leggere, interpretare e rispettare i ritmi di crescita, maturazione e sviluppo degli alunni.
– Curare e valorizzare, nel processo di apprendimento, la componente emotiva ed affettiva.
– Valorizzazione delle dotazioni native di ogni alunno.