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Affido e adozione: requisiti e differenze

Affido e adozione: requisiti e differenze

L’affido familiare e l’adozione sono i principali strumenti giuridici che, in Italia, tutelano il diritto ad avere una famiglia. È importante ricordare che si tratta di un diritto del minore, non della coppia o dell’adulto che desidera avere un figlio o prendersi cura di un bambino, pertanto l’attenzione dev’essere sempre posta su ciò che è meglio per l’adottato (o affidato) e non per l’adottante (o affidatario).

Cos’è l’affido?

L’affido familiare è un istituto giuridico che tutela i diritti dell’infanzia e consiste nell’affidamento temporaneo di un minore. 

La legge, infatti, prevede l’affido familiare nel caso in cui una famiglia stia attraversando un momento di difficoltà e non sia in grado di garantire un ambiente idoneo a una crescita sana ed equilibrata (L. 184/1983). 

Questo può avvenire per gravi motivi di salute di uno o entrambi i genitori, carenze comportamentali o negligenza da parte dei genitori, conflitti familiari o altre situazioni che possono minare o mettere in pericolo il benessere e lo sviluppo psico-fisico del bambino. 

Deve trattarsi, comunque, di una situazione di crisi provvisoria, al termine della quale la famiglia di origine può ri-accogliere il piccolo e prendersene cura.

L’affido può durare fino a due anni, durante i quali la famiglia affidataria ha il compito di provvedere all’educazione e al mantenimento del minore, occuparsi delle sue esigenze affettive e materiali e mantenere i suoi rapporti con la famiglia di origine.

Chi può diventare genitore affidatario?

L’affido familiare può essere riconosciuto sia a coppie conviventi, anche non sposate o senza figli, sia a persone single. Non è necessario possedere una casa di proprietà, né essere particolarmente benestanti, e non sono previsti limiti massimi di età.

Il primo passo per diventare genitore affidatario è manifestare la propria disponibilità ai servizi sociali del Comune di appartenenza, che si occuperanno di valutare l’idoneità all’affido attraverso una serie di colloqui e visite a casa dell’aspirante affidatario. Questo percorso conoscitivo dura, in genere, qualche mese.

Sebbene non ci siano requisiti stringenti rispetto alla situazione economica o allo stato di famiglia dell’aspirante affidatario, è comunque bene ricordare che si tratta di una scelta importante e impegnativa, che deve rispecchiare una reale volontà di aiutare il bambino nel suo processo di crescita e una disponibilità ad accoglierlo non solo nella propria casa ma nella propria vita.

Il genitore affidatario deve possedere una grande capacità affettiva, essere consapevole e rispettare il background del bambino ed essere pronto a collaborare con tutte le “parti in causa” (i genitori biologici, gli altri membri della famiglia di origine, i servizi sociali ecc.) per fare il suo bene.

Cos’è l’adozione?

L’adozione è un istituto giuridico che permette di creare un rapporto di filiazione fra soggetti che non sono legati biologicamente. Un bambino adottato, infatti, è considerato legalmente figlio della coppia e gli sono riconosciuti tutti i diritti che spettano ai figli legittimi e naturali (L. 184/1983, parzialmente modificata da L. 149/2001).

La legge prevede l’istituto dell’adozione nei casi in cui sussista uno “stato di abbandono”, ovvero una profonda e continua privazione materiale, affettiva e/o relazionale, che ha causato gravi effetti sulla sfera fisica, psicologica e/o cognitiva del minore.